Interviste|settembre 2026

Iselin Steiro e la percezione della bellezza

Sebbene la sua decennale carriera di modella sia nata per caso, quando fu scoperta a Londra nel 2000, Iselin Steiro oggi è uno dei volti nordici più riconoscibili nel mondo della moda, ma anche un'architetta e una designer. La nostra ultima campagna, Elogio della bellezza quotidiana, esplora come la bellezza viene percepita, definita e vissuta. Abbiamo dunque intervistato Iselin per parlare dei molti modi in cui la bellezza plasma le nostre vite.

Moda e architettura possono sembrare mondi separati, ma per Iselin Steiro sono strettamente connessi. Avendo trascorso più di metà della sua vita nella moda ed essendosi affermata più recentemente come architetta e designer, considera entrambi i campi come modi per interagire con gli oggetti, gli ambienti e le idee che ci circondano. 

 

Secondo te, cosa ci attrae verso un concetto o un'idea?    

 

"Ho cercato di documentarmi su questo argomento. Durante i miei studi di architettura, ho avuto l'impressione che questo tema non venisse approfondito abbastanza. Se ne parlava piuttosto come qualcosa di magico. Così ho cercato di capire cosa sia la bellezza e in che modo l'ambiente che ci circonda ci influenzi.  

In base a quanto ho letto finora, tutto ciò che incontriamo nella vita, come lo spazio, l'abbigliamento e l'arte, deve andare oltre l'intelletto per innescare una risposta emotiva e fisiologica. Poi vi è anche ciò che si può vedere e di cui si può parlare, un aspetto intellettuale. Ma è una combinazione: tutte queste cose agiscono contemporaneamente. Sebbene sia soggettivo, ci sono alcuni elementi universali. E tutto è legato anche alla personalità. C'è un'intuizione, che però credo sia plasmata da diverse esperienze. 

Cresciuta nelle isole Lofoten, in Norvegia, un paesaggio noto per la sua straordinaria bellezza naturale, Iselin ha sviluppato quello che lei definisce un materialismo positivo: un profondo apprezzamento per il mondo fisico e per gli ambienti che plasmiamo e in cui abitiamo. 

 

A person with long blonde hair sits wearing a white textured sleeveless dress against a white textured background.

Cosa fai per trovare la bellezza?  

 

"Io cerco di vivere la natura: stare immersi nella natura senza auricolari oppure fare una passeggiata o una corsa nel bosco o in montagna. Vivere il momento presente, con tutti i sensi. È il modo migliore per cogliere la bellezza. Vengo dal nord della Norvegia, quindi forse per me è naturale, perché sono cresciuta a contatto con la natura. È sempre stata talmente presente nella mia vita. Sono cresciuta sapendo che è un luogo che ci permette di entrare in sintonia con il mondo, in qualche modo. Ci si sente piccoli, in senso positivo. È difficile per me da descrivere, ma è una parte di me. È lì che voglio tornare quando mi sento stressata. Mi basta fare una passeggiata in montagna, guardando semplicemente il cielo, e improvvisamente tutte le cose stressanti della vita scompaiono. Ci si sente parte di qualcosa di più grande. È una sensazione di umiltà molto piacevole. Nella natura c'è già tanta bellezza. Non dobbiamo necessariamente creare qualcosa, possiamo semplicemente alzare lo sguardo al cielo, verso l'aurora boreale, e la troviamo già lì." 

A person with long blonde hair wearing a white long-sleeve top and loose blue trousers, standing against a light-gray backdrop.
A person in a blue zip-up sweater over a red sports top, red leggings, sneakers, and a tied-around red sweater stands against a white backdrop.

Che cos'è la bellezza?  

 

"È una sensazione, credo. Penso sia una percezione che si ha quando vedi o senti qualcosa che ti piace e ti tocca profondamente. Una brezza estiva. Una luce scintillante. E anche la semplicità. Per me la bellezza è in qualche modo una combinazione di armonia e leggerezza. Deve essere in qualche modo naturale. Cerchi di trovare il giusto equilibrio tra ogni elemento. Quando tutto è bilanciato alla perfezione, ci siamo. Bisogna procedere per tentativi, un po' di questo e un po' di quello. E poi eccola, lo capisci." 

 

Per entrare in contatto con la bellezza è necessario uno stato d'animo particolare?  

 

"Richiede di essere presenti, di vedere, sentire o percepire davvero. Credo che il modo in cui viviamo oggi, sempre al telefono, dove tutto accade così in fretta, renda difficile accorgersi davvero della bellezza che ci circonda. Bisogna prestare attenzione ed essere presenti."  

In realtà, la sua concezione di bellezza non si fonda sulla perfezione, bensì sulla personalità e sul carattere.  

"Affinché qualcosa sia interessante, deve avere un tocco di originalità, una personalità o qualcosa che si allontani dal concetto di perfezione. Credo sia questo l'elemento che forse ci salverà da tutto ciò che è generato al computer: abbiamo bisogno di percepire un senso di imperfezione affinché qualcosa risulti intrigante, catturi la nostra attenzione."  

A person with long blonde hair gazes forward, wearing a light-colored high-collared top against a neutral background.

"Le Grand Bleu" di Luc Besson gli aveva lasciato un segno indelebile, creando un legame con il mare destinato a restare inalterato per tutta la vita. Quello che aveva visto nel film coincise con la sua prima esperienza sott'acqua, che ricorda ancora vividamente.  "Credo che Luc Besson sia stato assolutamente geniale nel modo di filmare e mostrare il sentimento che proviamo quando ci immergiamo in apnea. Sotto la superficie, in mare, mi sentivo benissimo. Mi isolavo dal mondo esterno, concentrato sui miei sentimenti e sensazioni in questa assenza di gravità che proviamo sott'acqua. Questa impressione mi è rimasta per tutti gli anni della mia adolescenza. E un giorno l'acqua mi ha chiamato. Dovevo tornare in acqua." 

 

L'apnea esiste da quando gli uomini hanno iniziato a cercare cose nelle profondità dei mari e degli oceani: pesci, perle, oro. La capacità di trattenere il respiro per esplorare e cercare è sempre stata strettamente legata alla sopravvivenza. Forse in modo molto diverso, ma forse non così tanto, per Arthur è un modo di spostare l'attenzione e rivolgerla all'interno di sé, scoprendo e superando i propri limiti. I limiti sono un elemento chiave nella sua definizione di apnea come pratica. 

 

"Quando trattieni il respiro, i livelli di CO2 aumentano perché non espiri e questo innesca lo stimolo a respirare, mentre i livelli di ossigeno calano perché non inspiri. Il fastidio causato dall'aumento di CO2 non è pericoloso, ma se i livelli di ossigeno scendono troppo, può verificarsi la perdita di sensi, che può essere pericolosa sott'acqua, ed è per questo che è fondamentale non immergersi mai da soli. La natura è stata creata alla perfezione: il fastidio provocato dall'aumento di CO2 dà lo stimolo a respirare molto prima che l'ossigeno scenda fino a livelli critici. Il lavoro di un apneista è esplorare la zona tra lo stimolo a respirare e la vera necessità fisiologica di respirare, la perdita di sensi, senza superarla."