Note|agosto 2025

Terra e anima

Il potere rigenerante dei giardini è riconosciuto fin dall'antichità e oggi la scienza moderna ne offre una splendida conferma. Con l'arrivo della nuova stagione, ci ritroviamo nuovamente attratti dai rituali che rimandano al legame con la terra, come piantare, coltivare e trascorrere tempo negli spazi verdi, nonché dalle riflessioni silenziose che spesso accompagnano questi gesti.

Nordisk Råvara

Mentre iniziamo a preparare balconi e giardini per le prime semine dell'anno, il nostro entusiasmo per la stagione della crescita primaverile è accompagnato dalla lettura di alcuni bellissimi libri che parlano della gioia e del significato di lavorare con le piante.

 

In "Why Women Grow", l'autrice Alice Vincent esplora il profondo legame tra donne e giardinaggio, considerando il giardino come uno spazio di guarigione, rifugio, emancipazione e cura di sé. Attraverso interviste a giardiniere, sempre immerse nella natura, l'autrice traccia una connessione tra le pratiche erboristiche del passato e le donne moderne che trovano conforto negli spazi verdi, in particolare nei momenti di dolore. In "Coltivare il giardino della mente", la psichiatra e giardiniera Sue Stuart-Smith approfondisce la dimensione terapeutica e filosofica della cura delle piante. Il giardino non è solo una metafora della crescita, ma anche uno spazio che ci riconnette ai cicli naturali e risveglia in noi l'apprezzamento per tutto ciò che vive: uno spazio tranquillo, creativo e pacificamente incantato.

 

Di recente ci siamo imbattuti anche in alcune scoperte affascinanti e inaspettatamente stimolanti sulla natura e sul giardinaggio: sensazioni che sicuramente avevamo già sperimentato in prima persona, senza capirne bene il perché. La scienza alla base di tutto ciò è sorprendentemente poetica: grazie a un microrganismo presente nel terreno, un batterio chiamato mycobacterium vaccae, il semplice fatto di stare all'aria aperta, toccare il terreno e sentirne il profumo può suscitare un senso di pace e benessere. Questi microrganismi benefici, che aiutano anche a decomporre le foglie cadute e a rendere i nutrienti disponibili per le piante, stimolano la produzione di serotonina nel cervello, aiutandoci a sentirci più calmi e sereni.

 

Oltre a essere un'ottima notizia per chiunque ami stare a contatto con le piante, nonché un gentile invito per gli altri a uscire e a connettersi con il mondo vivente, questo ci spinge anche a pensare alla terra in modo diverso. Non solo come la superficie sotto i nostri piedi, ma come una compagna, un sistema vivente fatto di microrganismi, funghi e materia organica che interagiscono per sostenere non solo la vita delle piante, ma anche il nostro benessere.